Nel corso della riunione di martedì 8 giugno, indicata nell'assemblea del 29 maggio come sede per valutarne gli esiti, si e' preso atto che la richiesta avanzata nel corso dell'assemblea stessa da varie parti, di far diventare il percorso comune sulla revisione del PRG una occasione di confronto e magari unificazione delle vertenze cittadine di carattere anche urbanistico, e' realizzabile solo con la presenza (e l'impegno costante) delle realtà protagoniste delle vertenze, che però nella riunione dell'8 giugno stessa non è stata riscontrata.
13 giugno 2021
Ordine del giorno riunione lunedì 21 giugno ore 21
15 maggio 2021
29 maggio, ore 15,30: "La revisione del Piano Regolatore è fallita, ricostruiamo la città pubblica"
evento Facebook
https://www.facebook.com/events/4061114543973945?ref=newsfeed
documento preparatorio
https://latorinochevogliamo.blogspot.com/2021/05/documento-la-frana-del-piano-regolatore.html
documenti allegati
- strutture sanitarie e socio-sanitarie
https://drive.google.com/file/d/1quBi-HqrFJH1Nm-zFre2brRvVVE7AFeu/view?usp=sharing
- urbanistica e sanità
https://drive.google.com/file/d/1qyaSCoAGNgiLVwiOe8iF19x69UZSNKZB/view?usp=sharing
- consumo di suolo e aree verdi
https://drive.google.com/file/d/1VmXaLaNCbCEqCFW71fQnmDom-eBr5NQ1/view?usp=sharing
- linea TAV Torino - Lione
https://drive.google.com/file/d/1QVtjwU1Z_CqupYihHhYGkYzUuotPuD2O/view?usp=sharing
- emergenza abitativa
https://drive.google.com/file/d/1c46sMJDTzesjhgJlL2fVsA_Ignnr_rCh/view?usp=sharing
- università e urbanistica, giovani
https://drive.google.com/file/d/1zlAaAYWrtjhCk4yR01yq4EalxqqvT2Dh/view?usp=sharing
10 maggio 2021
Documento: "La frana del piano regolatore"
La frana del piano regolatore
(documento preparatorio dell'iniziativa pubblica di sabato 29 maggio)
La revisione del piano regolatore è stato uno dei punti di forza del programma elettorale di Appendino nella campagna elettorale che l’ha vista vittoriosa nel 2016: allora erano da poco passati vent’anni dalla stesura del PRG tuttora vigente; quale modo migliore dunque per rivendicare uno strappo con le precedenti amministrazioni, se non quello di immaginare e “progettare” una città diversa?
Dopo una prima delibera del 3 aprile 2017 a firma dell’allora vicesindaco ed assessore all’urbanistica Montanari (1), poi licenziato, nulla succede fino a quando, dopo l’avvio dell’iter istituzionale a luglio 2020, a settembre dello stesso anno, con un trionfale post sulla pagina Facebook del M5S Torino, si annuncia l’avvio dei lavori per la revisione del PRG della Città.
Si parte quindi: viene aperta un’apposita pagina web sul geoportale del comune di Torino (2), perché si cerca la “partecipazione” della cittadinanza, ma in realtà il sito contiene numerosi documenti di carattere tecnico difficilmente accessibili e comprensibili per le conoscenze medie del/della “cittadini”, ed il calendario di una serie d’incontri di presentazione nelle varie circoscrizioni indica spesso orario e giorni lavorativi (3)… non un granché se l’intento era coinvolgere e dialogare con la popolazione della città!
L’impatto è deludente: malgrado nel documento programmatico siano citate come obiettivi la crescita non solo del PIL della città, ma anche del suo livello di vivibilità (il cosiddetto BIL, cioè il “Benessere Interno Lordo”), la salvaguardia dell’ambiente ed una crescita armoniosa, se si scende più nello specifico ci si accorge che la proposta di revisione ha un ben altro obiettivo.
Nelle tavole di azzonamento si scopre che “terreni liberi” vengono trasformati in zone edificabili oppure spariscono le destinazioni d’uso sociale, sanitario, come nel caso dell’ospedale Maria Adelaide, chiuso 5 anni fa (4). Proprio rispetto alla sanità la revisione conferma il via libera definitivo al mega progetto del cosiddetto “Parco della Salute”, nonostante nella stessa maggioranza che appoggia la giunta Appendino ci siano delle voci discordanti (5). Grande spazio viene dedicato al centro città, sostanzialmente per riconfermare le linee guida del piano di 25 anni fa (6), ma non vi è neanche un paragrafo sulle zone periferiche, mentre quando si giunge al capitolo sull’emergenza abitativa viene dichiarata l’intenzione di non investire se non con operazioni miste pubblico-private (7). Quindi nessuna nuova casa popolare, ma piuttosto largo al privato per studentati, RSA e residenze temporanee sociali (co-housing).
Tutto ciò ovviamente inseguendo ancora quella previsione di un forte sviluppo del cosiddetto Terziario Superiore e dello sfruttamento delle aree industriali dismesse (dalle aree FIAT alle enormi aree ferroviarie liberate dall’interramento dei binari) valorizzandone la rendita fondiaria.
Viabilità e trasporti continuano invece a essere incentrati sulla visione di una città fatta a misura di automobili, in cui l’ipotesi di pedonalizzazione del ponte di piazza Vittorio non punta a ridurre il movimento automobilistico che attraversa il centro città, bensì alla costruzione di un nuovo ponte dal fondo di Corso San Maurizio fino al Parco Michelotti (8).
Di fronte ad un tale scempio di piano, che contribuisce a spingere sull’acceleratore dell’impoverimento della città, e nonostante le difficoltà imposte dalla situazione sanitaria, diversi soggetti (comitati, associazioni, collettivi) sollevano obiezioni al progetto di revisione, ed iniziano a far sentire la propria voce nei vari incontri di presentazione organizzati dal Comune.
Non solo, ma iniziano anche a organizzare incontri pubblici proprio sulla questione del PRG, che daranno alla luce il coordinamento cittadino denominato “La Torino che Vogliamo”; il quale a sua volta darà vita ad un primo momento di piazza il 19 dicembre 2020, giorno in cui i movimenti che lo costituiscono organizzano un’assemblea pubblica proprio sotto il Comune, per ribadire l’elenco delle obiezioni alla proposta.
In questo contesto, anche la questione del TAV torna per l’ennesima volta alla ribalta: l’assessore Iaria e la sua maggioranza M5S l’avevano furbescamente ignorata nella Revisione del PRG, ma essa viene riproposta senza equivoci nella Conferenza di Copianificazione conclusa il 17 dicembre 2020, in cui il parere vincolante della Regione Piemonte ribadisce che il piano deve in ogni caso essere predisposto per accogliere le misure necessarie alla realizzazione della mega opera Torino-Lione (9). Tuttavia, a quella stessa Conferenza partecipano diversi soggetti facenti parte del coordinamento suddetto, perché presentatori di osservazioni (come previsto dall’iter istituzionale) motivate e documentate contro i diversi aspetti non accettabili di quella revisione, tra i quali la stessa realizzazione del TAV.
Da allora: silenzio. Se avessero voluto, in questi tre mesi avrebbero potuto contro dedurre alle osservazioni e presentare la Delibera di Revisione del PRG, ma avrebbero dovuto dire chiaramente Sì al TAV. Un Sì “indigesto” al M5S. In realtà è l’idea stessa della revisione del PRG del 1995 che ha portato l’Amministrazione al nulla di fatto attuale. Quel PRG è strutturato in funzione dello sfruttamento della rendita fondiaria e dei 10 milioni di mq di suolo reso libero dalle dismissioni industriali.
Non c’è revisione o aggiustamento che tenga. Iaria ha tutto l’interesse a scaricare le responsabilità su Montanari, ma non va lontano. Occorre un progetto totalmente nuovo. (10)
Ora, noi non crediamo sia necessario festeggiare il fallimento del progetto, o pensare che da domani si bloccheranno le speculazioni in città: anzi. È nostra convinzione che Torino ha bisogno di un nuovo piano regolatore, proprio per chiudere il capitolo del PRG datato 1995 e le sue innumerevoli (oltre 500) varianti speculative, indirizzando quindi la città verso uno sviluppo vero e moderno in quanto alternativo all’esistente. La sua revisione ideata dall'assessore Montanari e proseguita dal suo successore Iaria non è nulla di tutto ciò, anzi aggrava invece l'impostazione del vecchio PRG favorendo esclusivamente il solito partito del mattone. Perciò valutiamo in ogni caso positivamente il blocco del procedimento, perché può segnare l’inizio della rivendicazione di un’altra città, la Torino che Vogliamo!
Un modello da abbandonare: il magico evento
Torino ha subito una notevole trasformazione: agli inizi degli anni 80 era ancora notevole il tessuto produttivo presente in una città che aveva ancora tutte le caratteristiche “fordiste”, oggi invece ben poco di quella città rimane.
Abbiamo già citato il piano regolatore del 1995 come un elemento fondante di queste politiche di trasformazione: originariamente esso favorì la rendita fondiaria derivante dall'edificazione di palazzi per abitazioni e uffici in oltre 6.000.000 di mq in aree industriali dismesse, che ammontano in totale a 10.000.000 di mq. Il nuovo millennio portò invece anche a Torino l'epoca dei “grandi eventi” e lo sfruttamento capitalistico del territorio si accelerò: ne sono stati realizzati diversi in questi anni, certamente il più famoso (e dannoso visto che ne paghiamo ancora oggi i danni ambientali ed economici) è stato quello delle Olimpiadi invernali del 2006.
Il “grande evento” ha un suo “palinsesto” e funzionamento ben preciso e avulso da qualsivoglia luogo fisico, in modo da poter essere calato efficacemente in ogni luogo reale. Quando il grande evento arriva, è esso a dominare e decidere investimenti, trasformazioni urbane, cementificazioni e lavoro temporaneo, non il contrario. Abbiamo mai pensato seriamente per un momento che un Chiamparino sindaco di Torino potesse trattare la realizzazione delle Olimpiadi da pari a pari con Rogge, l’allora presidente del CIO?
In questo senso abbiamo definito il grande evento come l’evento magico, per la sua logica pervasiva che porta all’accettazione - come unico e inevitabile – del sistema capitalistico di organizzazione della società. Con la sua sola apparizione oscura stravolge progetti, norme, prassi e leggi preesistenti (anche per le future Olimpiadi Milano Cortina del 2026 è già stata confezionata un’apposita legge). La tentazione di ospitarne uno è sempre forte e l’élites di Torino stanno tentando la scalata alle Universiadi 2026.
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Insieme al grande evento, proviamo qui a elencare e sottolineare gli strumenti e le strategie utilizzate sia per smontarne la narrazione sia per costruire appunto opposizione.
Rendita finanziaria: malgrado l’immagine di flessibilità e innovazione di cui si ammanta, il neoliberismo è ancora fortemente legato alla rendita fondiaria urbana, leva potentissima per le più spericolate speculazioni finanziarie. Anche a Torino in questi 40 anni abbiamo visto sorgere grattacieli, complessi commerciali e abitativi che poi restavano vuoti o abbandonati.
Una grossa mano in questo senso è stata data con la già citata svendita delle proprietà pubbliche, cui hanno fatto ricorso tutte le amministrazioni pubbliche, dai ministeri agli enti locali, per far fronte alla “colpa del debito”. In città inoltre continuano a permanere i famigerati “palazzinari”, veri e propri “latifondisti”, in quanto monopolisti del settore, che mantengono vuote circa 60.000 case, appartamenti e soffitte per tenere artificiosamente alti i prezzi degli affitti e degli acquisti. (11)
Città manager: il pensiero neoliberista utilitaristico e individualistico è stato il mantra della dismissione, imposta dalla fine degli anni 80, delle aziende di servizi pubblici (trasporti, servizi ambientali etc.) ormai gestiti a fini finanziari speculativi. Quel modello oggi si è impossessato anche della progettazione stessa della città, vista come luogo dell’autoaffermazione e della competizione in cui il cittadino pienamente consapevole delle proprie capacità e delle proprie possibilità soddisfa le sue ambizioni. Torino è diventato quindi un luogo privo di qualsiasi spazio per concetti quali comunità, solidarietà e vivibilità, e soprattutto senza connotati di classe.
Valutazione o Valorizzazione?: ogni azione di pianificazione della città e in città deve passare per una valutazione sostanzialmente economica, che elimina o semplicemente prevale su qualsiasi altra riflessione. Così un nuovo spazio verde è giudicato positivamente solo quando aumenta il valore economico dell’area e non quando semplicemente porta una vivibilità migliore per chi abita la zona.
Città brand: le politiche sono volte alla costruzione di un’immagine di città capace di attivare i capitali esteri (soprattutto finanziari – immobiliari). Quando ci si occupa di “immagine” però i fabbisogni “reali” spariscono e vengono accantonati per far apparire il territorio il più accogliente possibile per ogni tipo di investimento speculativo. Il caso di Milano è all’avanguardia in questo senso, ma anche Torino ha puntato sulla costruzione di un’immagine pubblica dinamica ed efficentista che cancella in un colpo tutti i bisogni delle periferie. Ai fini del modello di “città brand”, non si contrappone allo spietato PIL il cosiddetto ‘BIL’ citato prima, bensì il BES (Benessere Equo Sostenibile), un indice istituzionale che indicherebbe il livello di armonia tra umanità e natura (emblema di questo travisamento è il, purtroppo famoso, “Bosco Verticale”).
Flessibilità: in 25 anni di vita l’attuale piano regolatore ha subito più di 500 varianti, ovvero modifiche e revisioni parziali. La maggior parte di queste sono state fatte su precisa richiesta di privati per avallare le loro stesse speculazioni! Il neoliberismo ha puntato il dito contro la burocrazia che blocca lo sviluppo economico: in realtà siamo di fronte alla più grande opera di deregulation della storia recente, volta a demolire la programmazione e la pianificazione, nemiche del libero mercato. La deroga è diventata la norma.
La città securitaria: secondo l’OMS la tutela della sicurezza e dell’incolumità sono una precondizione per uno stato di totale benessere psico-fisico. Questo dettame medico, ripulito dei suoi contenuti socio- sanitari, è stato utilizzato da teorici e politici neoliberisti per espandere in ogni campo ed oltre ogni misura la sorveglianza tramite la tecnologia (le telecamere ovunque sono solo l’aspetto più visibile della vicenda). A pagare il prezzo sono soprattutto le fasce più deboli e disagiate: la retorica del “decoro urbano” a vantaggio della gentrificazione completa il quadro, mentre la vivibilità della città non ne trae alcun beneficio.
La ‘Torino che vogliamo’: riprendiamo la parola!
Il quadro fin qui descritto non pare dare molte prospettive di cambiamento, ed è proprio questo uno dei motivi che ci ha spinto ad opporci al progetto di revisione del PRG proposto dalla giunta Appendino.
La nostra prima richiesta è quindi quella di avere un vero e nuovo piano regolatore della città, che ne “pianifichi” lo sviluppo mettendo fine alle centinaia di varianti e deroghe, che in questi ultimi 25 anni sono state una delle armi utilizzate per cementificarla.
Siamo convinti che un nuovo piano debba partire dai bisogni reali di Torino: basta città “smart” sempre in vendita e pronte ad ammiccare a ogni investitore edilizio o grande evento, abbiamo bisogno di rispondere alle emergenze sociali della nostra città e dare respiro a uno sviluppo differente, che sappia recuperare anche le proprie vocazioni produttive.
Chi verrà eletto sappia che se vorrà riprendere il lavoro interrotto dalla giunta Appendino troverà le stesse obiezioni formali che già abbiamo presentato, e la stessa volontà di cambiamento nelle piazze della città.
Le lotte oggi in corso per la riapertura dell’ospedale Maria Adelaide e per l’apertura di un parco in quartiere Parella non sono solo delle resistenze alla cementificazione, alla svendita del patrimonio ed alla scomparsa dei servizi pubblici locali, ma mostrano come la città si sia stancata delle riqualificazioni neoliberiste.
Il futuro di queste due aree, infatti, per quanto distanti chilometri, è strettamente collegato perché sono state entrambe proposte dal Comune per costruire edifici destinati all’evento delle Universiadi 2025, ma chi vive quelle zone la pensa molto diversamente!
Ora noi sappiamo perfettamente quali meccanismi farebbe scattare l’evento delle Universiadi: seppur in piccolo rispetto alle Olimpiadi, vedremmo nuovamente l’amministrazione della città inseguire ogni desiderio degli organizzatori. Affinché prevalgano invece le richieste della cittadinanza, è necessario aprire quindi una nuova partita generale sull’ennesimo grande evento.
Pensiamo che la scelta della candidatura di Torino, anche restasse l’unica in campo, debba essere contrastata, ben sapendo di “cantare fuori dal coro”, viste le forze che si sono finora proposte per governare Torino nel prossimo futuro. Infatti, nessuna di loro è capace di rispondere ai bisogni popolari (quali che siano i contesti locali di alleanza o competizione elettorale), com’è del resto evidente nell’attuale quadro politico nazionale; perciò le/i cittadini si autorganizzano e lottano: e questo ci pare proprio un ottimo punto di partenza!
(3) http://geoportale.comune.torino.it/web/sites/default/files/mediafiles/incontri%20PTPP%20variato.pdf
(4) http://www-portale-coto.territorio.csi.it/web/tavole-di-piano
(8) http://www-portale-coto.territorio.csi.it/web/relazione-illustrativa-generale-e-scheda-quantitativa-dei-dati-urbani pag. 148 punto 10.
(10) Come riconosciuto ufficialmente dallo stesso Iaria intervistato da “La Stampa”: anche se posticipate a ottobre, le prossime elezioni compromettono l’iter della sua approvazione, ancora fermo alla prima fase relativa alla Proposta Tecnica di Progetto Preliminare (mentre, appunto dopo la valutazione delle osservazioni, quest’ultima avrebbe dovuto trasformarsi in Proposta Preliminare di Revisione la cui approvazione l’avrebbe resa vincolante per la giunta successiva). Non c'è revisione, aggiustamento o scaricabarile che tenga: occorreva ed occorre un progetto totalmente nuovo, la revisione è fallita
(11) webthesis.biblio.polito.it/11475/1/tesi.pdf: interessante anche perché l’autore è uno dei giovani universitari chiamati dal Comune a collaborare alla Revisione del PRG.
Le pagine corrispondenti ai link sopra riportati potrebbero subire modifiche da parte dei gestori dei rispettivi siti e pertanto non corrispondere piu' al contenuto a cui si riferisce la nota
allegati al documento 'La frana del piano regolatore'
Fondazione Promozione Sociale ONLUS
strutture sanitarie e socio-sanitarie
https://drive.google.com/file/d/1quBi-HqrFJH1Nm-zFre2brRvVVE7AFeu/view?usp=sharing
Assemblea Salviamo il Maria Adelaide
urbanistica e sanità
https://drive.google.com/file/d/1qyaSCoAGNgiLVwiOe8iF19x69UZSNKZB/view?usp=sharing
Comitato Salviamo i Prati
consumo di suolo e aree verdi
https://drive.google.com/file/d/1VmXaLaNCbCEqCFW71fQnmDom-eBr5NQ1/view?usp=sharing
Assemblea No Tav Torino e cintura
linea TAV Torino - Lione
https://drive.google.com/file/d/1QVtjwU1Z_CqupYihHhYGkYzUuotPuD2O/view?usp=sharing
G. S. d'Aniello - referente sportello casa
emergenza abitativa
https://drive.google.com/file/d/1c46sMJDTzesjhgJlL2fVsA_Ignnr_rCh/view?usp=sharing
Cambiare Rotta Torino
università e urbanistica, giovani
https://drive.google.com/file/d/1zlAaAYWrtjhCk4yR01yq4EalxqqvT2Dh/view?usp=sharing
07 aprile 2021
Riunione mercoledì 14 aprile ore 21
A gruppi, comitati, associazioni e movimenti che hanno presentato le osservazioni alla Revisione del Piano Regolatore e hanno aderito all'appello iniziale e alle successive iniziative di La Torino che Vogliamo
Abbiamo colpito nel segno: l'assessore Iaria è stato costretto ad ammettere pubblicamente il flop della Revisione del Prg. Nei pochi mesi che mancano alla scadenza del mandato, risparmi agli uffici altro lavoro inutile, lasci perdere: è un'altra la Torino che vogliamo.
L'hanno delineata le decine di osservazioni critiche presentate a quel Progetto da numerose realtà di base, i movimenti di lotta che le hanno ispirate e che si sono irrobustiti in questi mesi, il consenso raccolto tra esperti e semplici cittadini.
Idee e proposte molto coerenti tra loro, che già costituiscono una piattaforma alternativa di governo della nostra città sulla quale misurare anche i programmi della prossima consultazione elettorale. Sono contenute nel documento che sarà presto disponibile.
Non le solite toppe e rammendi, per mascherare lo sfruttamento spietato dei beni comuni, dal suolo alle risorse naturali agli esseri umani, ma un tessuto nuovo che intreccia il diritto alla salute, alla casa, al lavoro con una struttura fisica della città in armonia con la natura e l'ambiente.
Proviamo a lanciare questa sfida innanzitutto a noi stess*: nella riunione on line di mercoledì 14 aprile alle ore 21. Un'occasione per verificare tutto ciò che ci unisce e per valutare sia la possibilità di un'iniziativa pubblica cittadina verso metà maggio di rilancio delle idee, iniziative e lotte, sia l'avvio di una campagna contro la candidatura di Torino alle Universiadi 2025 e per la Torino che Vogliamo.
31 marzo 2021
E' FALLITA LA REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE DELLA GIUNTA APPENDINO
L'annunciata revisione del Piano Regolatore, contenuta nel programma elettorale del MoVimento 5 Stelle alle scorse elezioni comunali e dal medesimo sbandierata come avviata con un post su Facebook nel settembre 2020, è scomparsa dall'orizzonte.
11 marzo 2021
sabato 13 marzo ore 15: "Un prato per tutti, tutti per un prato"
Siete tutte/i invitati sabato 13 marzo, all’iniziativa “Un parco per tutti, tutti per un parco”. Dalle 15 alle 17. Organizzato dal Comitato Salviamo i Prati.
Guarda il breve video lancio dell'iniziativa (durata 58 sec)
https://www.youtube.com/watch?
Occupiamoci del grande prato di Parella.
Raccoglieremo i rifiuti, metteremo a dimora delle piantine e conosceremo le piante e gli alberi esistenti.
Ci confronteremo inoltre sui temi del CONSUMO DI SUOLO, dell’importanza della NATURA IN CITTA', delle trasformazioni urbane legate ai GRANDI EVENTI, della CRISI AMBIENTALE GLOBALE E LOCALE con:
· FABIO BALOCCO (scrittore, blogger)
· MAURIZIO BONGIOANNI (giornalista)
· COMITATO DEL QUARTIERE BERTOLLA, in cui una devastante trasformazione sta eliminando ampie aree prative vergini e distruggendo un paesaggio di rilievo storico e ambientale)
· EXTINCTION REBELLION TORINO - Movimento internazionale che usa la disobbedienza civile nonviolenta per costringere i governi ad agire contro il collasso climatico e la sesta estinzione di massa.
Saranno garantite tutte le misure di sicurezza: distanziamento, mascherine e ogni altra precauzione necessaria.
Il Comune insiste nel voler cementificare il grande prato di Parella. Vorrebbe destinarlo alla realizzazione di uno studentato per le UNIVERSIADI 2025.
Nonostante la tutela del suolo e delle aree verdi di qualità sia considerata uno degli elementi imprescindibili per far fronte alla crisi ecologica locale e globale.
Antonio Cederna, in un articolo del 1966, scriveva: “Vi sono dei disastri nella storia di un Paese, che non sono dovuti a calamità naturali, ma che possono avere conseguenze più funeste e a più lunga scadenza: è il caso dell’indiscriminata invasione edilizia, al di fuori di qualunque piano di interesse generale”.
Chi amministra la nostra città continua ad imporre una politica piegata agli interessi economici e predatori, che per decenni ha devastato le risorse naturali del nostro territorio.
Dobbiamo riappropriarci dei prati, degli angoli naturali, dei nostri spazi di vita, del patrimonio pubblico.
Evento Facebook: https://fb.me/e/xuXzATcP
mail: salviamoiprati@gmail.com
22 febbraio 2021
Incontro: Luna Park Torino, sabato 27 febbraio, ore 16
Sono anni che sentiamo parlare di città come parchi giochi, come Disneyland. Abbiamo sentito parlare di Gentrification, Foodification, Turistificazione, Studentificazione e infine Riqualificazione.
Abbiamo visto imporre questi modelli in città come Bologna, Firenze, Venezia, Roma, Milano, Napoli, Bari e in una miriade di piccoli e medi centri urbani che popolano lo stivale dalle Alpi agli Appennini. E a Torino?
Nella periferia ovest d'Italia, passando dal boom universitario, dai grandi eventi, dalla rimessa a profitto di quartieri narrati come degradati, abbiamo visto sperimentare tutte queste declinazioni.
La parola Riqualificazione è forse l'unica traccia che le unisce, un artificio narrativo, spesso vuoto di significato, ma molto utile ad ammiccare alla classe media e alla rendita immobiliare o peggio ancora ai grandi investitori o ai capitali internazionali.
Vuoto che ritroviamo nel tessuto della città, ormai azzerato dalla mancanza di investimenti pubblici e privati concentrati sulla messa a valore del territorio con l’unico obiettivo della rendita.
Forte è la Studentificazione, ma l'iniziativa privata e istituzionale negli ultimi 15 anni, dalle Olimpiadi del 2006, non è riuscita a prevalere nella città post FIAT, con grandi quartieri post operai e centinaia di migliaia di metri quadri di aree industriali ancora abbandonate e da bonificare.
Dopo il primo lockdown e di nuovo con l'avvicinarsi della primavera vediamo però muoversi tanti piccoli segnali.
Il moltiplicarsi dei centri commerciali e di nuovi supermercati (sempre più profondità nel tessuto urbano), nuove aree cementificate e sottratte al verde (prato dei conigli in corso Brunelleschi), l'arrivo di numerosi studentati privati (The Student Hotel, Ream, Stonehill International) e infine la partenza di grandi progetti di riqualificazione (come Scalo Vanchiglia, il Mercato dei Fiori o l'hub Esselunga alle OGM), mentre l'edilizia popolare rimane ferma e continuiamo ad avere numeri record per quel che riguarda gli sfratti.
Infine il rinnovato protagonismo dell'Università, sempre meno spettatrice e sempre più protagonista (ad esempio sull'ospedale Maria Adelaide e sulla Cavallerizza) nel determinare, indirizzare e giustificare le trasformazioni urbane e il riassetto di interi quartieri.
La stessa Università di Torino che ha deciso di investire sull'edilizia studentesca non in maniera strutturale ma attraverso il grande evento delle Universiadi 2025, che non taglia le tasse e in parallelo si affida al moltiplicarsi di studentati privati e di lusso, inaccessibili alla maggior parte delle persone, che andranno a stravolgere il tessuto sociale della città.
Cosa accadrà? Come potranno evolversi queste spinte speculative? Cosa possiamo fare per opporci?
Ne parliamo con Ilaria Agostini urbanista e attivista del Laboratorio Politico per Unaltracittà Firenze, ricercatrice dell'Università di Bologna e autrice di "Miserie e splendori dell'urbanistica".
La Torino Che Vogliamo propone un secondo incontro di autoformazione pubblica sulle trasformazioni urbane.
Dopo il primo incontro sul PRG ci rivediamo sabato 27 febbraio alle ore 16, in presenza presso Manituana, Largo Vitale 113/A, e a distanza tramite la diretta Facebook.
Ci stiamo organizzando per garantire la partecipazione di chi vorrà collegarsi online.
Porta la mascherina e rispetta il distanziamento.
14 febbraio 2021
Incontro di formazione: disponibili i materiali a supporto
Dopo
il pomeriggio di formazione di sabato 6 febbraio vogliamo innanzitutto
ringraziare tutte e tutti coloro che hanno partecipato all'iniziativa e
permesso di stimolare una discussione proficua anche per noi. Ci
auguriamo di aver fornito un minimo di informazione per orientarsi nella
giungla di documenti che accompagnano sempre gli iter amministrativi
dei provvedimenti legati all'urbanistica, nonché di aver fatto conoscere
le possibilità che anche da singole/i abbiamo per opporci o sollevare
obiezioni sui provvedimenti pubblici di questo tipo.
02 febbraio 2021
"La lotta contro la burocrazia": Incontro di formazione sul PRG
Il linguaggio burocratico e la frammentarietà dei siti web del Comune di Torino non favoriscono certo né la comprensione né la partecipazione alle decisioni sul futuro assetto dei quartieri in cui viviamo.
È proprio nel PRG (Piano Regolatore Generale) infatti che vengono decise le linee guida delle trasformazioni che porteranno poi cementificazione, gentrificazione e cancellazione dei servizi pubblici che abbattono la vivibilità delle città.
Vogliamo creare un'occasione per condividere e comprendere come e perché un PUR (Piano Unitario di Riqualificazione) e una VAS (Valutazione Ambientale Strategica), possono cambiare il volto di interi quartieri e quali siamo gli strumenti, anche amministrativi, per opporvisi.
La Torino Che Vogliamo propone quindi un primo incontro di formazione e alfabetizzazione sugli aspetti amministrativi del Piano Regolatore Generale.
L'appuntamento è per questo sabato 6 febbraio dalle ore 16 in presenza presso il CSOA Gabrio, via Millio 42 e a distanza tramite la diretta sulla pagina Facebook.
Ci stiamo inoltre organizzando per garantire anche la partecipazione di chiunque vorrà collegarsi online.
Porta la mascherina e rispetta il distanziamento.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/258617418988666
pagina Facebook https://www.facebook.com/LaTorinoCheVogliamo
18 dicembre 2020
manifestazione sabato 19 dicembre: variazione parziale programma
ATTENZIONE! Visto il tono intimidatorio preventivo della Questura di Torino davanti alla sola ipotesi di un brevissimo corteo informativo da Piazza Castello a Piazza Palazzo di Città, precisiamo che ci ritroveremo per un presidio statico alle 15:30 sotto il Comune in Piazza Palazzo di Città.
Alle 14:30 saremo comunque in Piazza Castello per volantinare sotto il Palazzo della Regione perché ha le sue responsabilità sul Piano Regolatore della città soprattutto per le scelte che riguardano sanità ed educazione!
Ancora una volta constatiamo che la crisi sanitaria viene utilizzata per soffocare il dissenso: infatti domani pomeriggio le vie del centro saranno piene di persone che potranno creare assembramenti per lo shopping natalizio, ma non potranno invece protestare nel rispetto delle misure di sicurezza!
La chiamano democrazia mentre la trasformano in una tirannia. Non è questa La Torino che Vogliamo!
17 dicembre 2020
19 dicembre, manifestazione: OGNI CITTÀ PRENDE FORMA DALLA SPECULAZIONE A CUI SI OPPONE
la Torino che vogliamo è una città pubblica e giusta!
Quest'estate, dopo 25 anni, ha avviato il suo iter amministrativo la Revisione del Piano Regolatore della città.
📆 La Giunta Appendino vorrebbe varare il Progetto Preliminare entro il mese di dicembre.
La revisione del Piano Regolatore Gnerale non è un semplice atto amministrativo, è ciò che disegnerà il futuro di Torino per i prossimi decenni e in primo luogo andrebbe discusso pubblicamente, coinvolgendo tutta la città.
💰 L'attuale Amministrazione ha invece coinvolto la cittadinanza a giochi fatti, con incontri ai quali risultava difficile, se non impossibile, accedere e preferendo sempre interloquire con le associazioni di categoria che rappresentano interessi privati: Collegio dei Costruttori, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Federalberghi.
Siamo quindi di fronte al tentativo di imporre un modello di sviluppo urbano della città che avverrà, senza alcuna discussione o confronto, senza coinvolgere il tessuto sociale della città, sordi alle critiche e ai bisogni della collettività.
🏗 Questo rappresenta il primo problema di questa Revisione del PRG che, nostro malgrado, conferma un modello di città su cui le élites puntano ormai da 40 anni, portato avanti prima dalle giunte di centro-sinistra (nelle diverse forme assunte fino ad arrivare al PD), e ora dai 5 Stelle
La retorica della città post industriale che doveva reinventarsi turistica e capace di attirare capitali da investire nella ristrutturazione dei siti e delle attività industriali dismesse, appartiene agli anni '80 del secolo scorso, eppure la Revisione del Piano Regolatore, dopo quasi 40 anni di fallimenti, non se ne discosta per nulla.
😡 Il vecchio e il nuovo PRG mantengono ancora una visione esclusivamente impostata sul centro della città come unico luogo in cui investire soldi pubblici e attrarre il turismo, mentre i restanti quartieri, trasformati negli anni in un enorme periferia dormitorio, continuano ad essere abbandonati all’unica prospettiva del cemento e della speculazione edilizia.
Manca completamente un'azione pubblica per recuperare e far rivivere la nostra città dopo decenni d’impoverimento e di abbattimento dei livelli di vivibilità provocati dalla chiusura di servizi pubblici, sanitari, sociali, educativi e culturali.
🚋🏘 Manca una vera iniziativa sulle problematiche sociali e ambientali esplose in questi anni come l'emergenza abitativa e il trasporto pubblico, come mancano anche investimenti per far sopravvivere ed avanzare il tessuto sociale della città.
Vengono invece confermate le possibilità di consumo di suolo, con cui proseguirà la svendita del patrimonio pubblico a favore della cementificazione e di mega progetti speculativi, mentre, in piena crisi sanitaria, rimangono chiusi gli ospedali pubblici né si fa nulla per potenziare la medicina territoriale; anzi Giunta e opposizioni di centrodestra e centrosinistra ripropongono un progetto come il Parco della Salute, che rappresenterebbe un passo ulteriore verso l'ingresso dei privati nella sanità e che va assolutamente bloccato.
🏡🏥 Noi movimenti, comitati e associazioni, ci siamo mossi in questi anni per difendere i servizi e gli spazi pubblici, il verde e la vivibilità, e oggi troviamo poco o nulla di confortante nella revisione del PRG voluta dall'amministrazione Appendino, se non una conferma che questa non è la città che vogliamo!
Ci diamo quindi un primo appuntamento per il 19 dicembre 2020, per dare vita ad una iniziativa pubblica all'aperto in piena sicurezza, un momento in cui si incontreranno i percorsi di lotta e resistenza a questa visione della città e che permetterà anche di presentare le Osservazioni al PRG elaborate dalle varie realtà.
🌳💥🏩Cominciamo a mettere insieme i tasselli di una città diversa, un’altra città, la Torino che vogliamo!
La Torino che vogliamo su Radio Blackout 105.25
Radio Blackout ha dedicato dello spazio e un servizio a La Torino che vogliamo e alla manifestazione di sabato 19 dicembre pomeriggio. Qui il podcast https://radioblackout.org/2020/12/ogni-citta-prende-forma-dalla-speculazione-a-cui-si-oppone/
Venerdì 18 dicembre attorno alle 19,30, nuovo servizio con interviste in onda per radio sui 105.25FM e on line su https://radioblackout.org/





